DOTT.SSA CRISTIANA APOLLONI
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“Dentro una bolla” Vivere ai tempi del Coronavirus.

18/3/2020

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Ho scelto questa immagine perché la trovo rappresentativa del momento che stiamo vivendo. Tutto intorno a noi è sfuocato, siamo isolati dal mondo esterno, ma dobbiamo continuare ad andare avanti e dobbiamo trovare la forza di affrontare e superare questo periodo di difficoltà.

“La vita è per il 10% cosa ti accade e per il 90% come reagisci.” (Charles R. Swindoll)


Le emozioni
Stiamo vivendo un momento nuovo per tutti, che comporta sacrifici, rinunce e un nuovo assetto della vita di ciascuno. Quando ci troviamo di fronte a qualcosa di nuovo, anche le emozioni che lo accompagnano possono essere diverse da quelle solite o percepite con una maggiore intensità. Le emozioni e gli stati d’animo più frequenti in questo periodo sono la paura e l’ansia.
Impariamo a conoscere entrambe.

La paura è una reazione complessa, insieme somatica e psichica, attraverso la quale l’organismo reagisce a una minaccia. Serve a proteggerci da quello che sta per accadere, per questo ha un ruolo fondamentale. In questo caso il Coronavirus assume un’accezione sconosciuta, che spaventa, procura malessere e ha cambiato la vita di ciascuno sia in termini di qualità che di aspettative.

Bisogna pertanto essere in grado di adottare delle strategie che ci aiutino a comprendere il problema e a non ingigantirlo, ma nemmeno a sottovalutarlo. Perché anche il sottovalutare un problema come questo può essere rischio tanto quanto andare in panico. Noi tendiamo ad avere un senso di invulnerabilità, non pensiamo alla nostra salute finché non ci succede qualcosa. Infatti, le risposte che ci sono state in questi giorni hanno messo a rischio una parte della popolazione, ad esempio l’accaparrarsi ogni genere alimentare, rischiano di creare un assembramento nei supermercati, oppure affollare i treni per tornare a casa.  

L’ansia invece, è uno stato emotivo caratterizzato da una sensazione di apprensione e di preoccupazione, accompagnata da tensione, per qualcosa di spiacevole che potrebbe accadere. Fa parte del sistema della paura, ed è un’emozione “preventiva” perché fa riferimento a qualcosa che potrebbe accadere, che quindi non è ancora in atto. Anche in questo caso, il Covid-19, tende a generare ansia poiché rappresenta qualcosa di sconosciuto e che potrebbe avere degli esiti incontrollabili. L’ansia genera spesso anche pensieri catastrofici, facendoci percepire tutto quello che ci circonda con negatività e con una sensazione di passività, “non posso cambiare il mio destino”. Ci crea un rimugino di pensieri, per questo bisognerebbe evitare di essere costantemente alla ricerca di informazioni sul virus.

Ci sono però altre emozioni che caratterizzano questa situazione d’emergenza. C’è la rabbia, la sensazione d’ingiustizia per la quarantena. C’è chi vive in un costante stato di tristezza, dovuto dalla lontananza dai propri affetti. C’è l’incertezza dovuta dal non sapere come sarà il futuro. C’è la noia che non si tollera e ci spinge ad aprire il frigo ogni 2 ore. Insomma, un insieme di sensazioni che se non impariamo ad affrontare, potrebbe farci vivere la quarantena con ancora più pesantezza.

Ma come gestire quindi questo periodo?

Dobbiamo essere in grado di trovare un nostro equilibrio quotidiano. Possiamo concederci dei momenti di sconforto (sono assolutamente normali in questo momento!) poi però dobbiamo riequilibrarli con delle fonti di benessere, delle piccole gratificazioni quotidiane.

L’informazione assume un ruolo centrale per arginare lo sconforto. Bisognerebbe ritagliare il momento dell’informazione in dei tempi prestabiliti della giornata e seguire solo fonti sicure (Sito dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, sito del Ministero della Salute, bollettino della Protezione Civile). Non fidatevi degli audio anonimi che girano su WhatsApp e dai rimedi “fai da te” senza nessun fondamento scientifico. La conoscenza è il primo rimedio per sconfiggere la paura. Non alimentiamola con informazioni sbagliate.

Sviluppiamo il senso di collettività. Siamo tutti nella stessa situazione, certo c’è chi ha più agevolazioni e chi meno. C’è chi combatte con tante altre battaglie quotidiane oltre al Covid-19. Ma il senso comune, la responsabilità civile per l’altro, non devono mai mancare. Sfruttiamo quello che nella nostra era è il fulcro delle nostre giornate, la tecnologia. Recuperiamo dei vecchi contatti, chiamiamo amici e parenti lontani. Facciamo sentire la nostra voce, e per chi vuole condividiamo come passiamo il tempo, magari regalando degli spunti ad altre persone. Non perdiamoci.

Viviamo la quotidianità con dei piccoli obiettivi giornalieri (leggere un capitolo di un libro, provare una nuova ricetta, ecc.). Cerchiamo di mantenerci attivi anche in casa, e impariamo a gestire la noia, non solo abbuffandoci e rimpiangendo i momenti passati. La noia può essere anche un grande stimolo, può farci trovare delle nuove strategie che prima non avevamo mai usato. 

Abbiamo le stesse capacità che avevamo prima che questa situazione cominciasse, dobbiamo però modificare le nostre risorse, affinare gli strumenti che già possedevamo e adattarli a questa situazione.

​E ricordate, se vi sentite sopraffatti da questo momento, non abbiate timore né vergogna nel chiedere aiuto. Tutelatevi anche legittimandovi nell’avere un mix di emozioni che prima non provavate. La potenza del chiedere aiuto può sostenere voi e chi avete intorno. 
Foto
1 Comment
Life of a Explorizer link
10/7/2023 11:37:24 am

Good reading thhis post

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